Gettare la maschera
La settimana scorsa ero in treno verso Fiumicino, di ritorno da un impegno di Banca Etica. L’orario era insolito, e la carrozza quasi deserta: solo un signore ben vestito, due file avanti a me sull’altro lato.
Io ero distratto ma il signore parlava al telefono a voce alta con un bell’accento pugliese, quindi non potevo non sentire.
Il signore era paterno, fermo ma giusto. La prima frase che ha richiamato la mia attenzione è stata: «… e quindi tu, come vicepresidente esecutivo e come persona maggiormente esposta sul fronte del progetto e della sua realizzazione, non devi farti intimorire, ma devi tenere botta superando anche quel natural riserbo che ti contraddistingue, per il bene dell’attività, delle persone che ci lavorano… ti tocca di incarnare i nostri valori e dimostrare pacatamente ma con fermezza la bontà delle azioni che abbiamo intrapreso… è chiaro che per te è impegnativo ma è un ruolo che solo tu puoi ricoprire…» eccetera (che capo meraviglioso, ho pensato).
Poi ha chiamato un altro tizio, al quale ha spiegato incisivamente che un certo Paolino Paperino, consigliere comunale, aveva sollevato una polemica del tutto pretestuosa su non so che appalti, ma che era importante non scendere allo stesso livello e soprattutto non dare adito a reazioni isteriche e del tutto fuori misura. «…e siccome ho sentito la Gianna, capisci, che era già pronta a convocare una conferenza stampa… a fare querele… le ho detto che non è assolutamente il caso e vorrei che anche tu, insomma, che ci sei in confidenza, le spiegassi che non possiamo dare adito a dei polveroni dove alla fine non si capisce più chi ha ragione e quindi, diciamo, la tenessi un po’ calma, senza colpi di testa» (che uomo saggio, ho pensato).
Poi ha chiamato un altro, e ha cominciato a urlare: «Senti, ma questo grandissimo testa di minchia di Paolino Paperino, ma che cazzo si crede di fare?! Ma quale opposizione e opposizione, ma non lo capisce che così danneggia solo gli amici? Ma me lo vuoi togliere dai coglioni? Cazzo, morto lo voglio, morto!»